smart TORINO VISTO ATTRAVERSO GLI OCCHI DI ENZO LAVOLTA  (Assessore all’Innovazione della Città di TorinO)

TORINO(ITALY), 11 MAGGIO 2016- 10.00 CEST

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L’8 Aprile a Bruxelles si è tenuta la cerimonia finale del Premio “Capitale europea dell’innovazione” e Torino è stata premiata tra le grandi città europee dell’innovazione. Non poteva quindi mancare la voce di Torino in SmartCityBrand. Smart Torino, Smart Torino, Smart Torino, Smart Torino.

 

intervista a enzo lavolta: assesore enzo lavolta, il mantra della marca apple è “think different”. quale potrebbe essere, secondo, lei, quello della marca smart torino in tre o quattro parole?

Come in occasione della presentazione della nostra città per il premio capitale europea dell’innovazione, evidenzierei l’importanza di avere uno sguardo positivo verso il futuro, pieno di energia e passione: “torino smart city – “enjoy the future

TORINO È AL SECONDO POSTO NELLA GRADUATORIA FINALE DEL PREMIO “CAPITALE EUROPEA DELL’INNOVAZIONE”. CHE COSA C’È DI UNICO NELLA PAROLA INNOVAZIONE DEL BRAND SMART torino?

Torino offre una interpretazione dell’idea di innovazione non convenzionale, orientata sui processi più che sull’applicazione di nuove tecnologie.

Siamo orgogliosi di questo riconoscimento che premia il duro lavoro di questi anni. Abbiamo cercato di costruire un processo di smart city e di innovazione che fosse utile alla città evitando di calare dall’alto soluzioni mutuate da altre realtà, magari in modo acritico e sull’onda di suggestioni più che su esigenze concrete. La Città di Torino è stata inserita nella rosa ristretta delle pretendenti in particolare per quell’approccio e quella cultura dell’open innovation che sta caratterizzando le politiche di innovazione dell’amministrazione: si parla di processi e strumenti integrati e di collaborazione attraverso una serie mirata di iniziative di innovazione. Questo riconoscimento accrescerà la credibilità del modello smart city torinese e sarà di sostegno per ulteriori riconoscimenti, finanziamenti europei e investimenti privati.

CHE COSA CREDE CHE LA COMMISSIONE ABBIA VOLUTO METTERE IN EVIDENZA PREMIANDO TORINO? 

La possibilità di generare innovazione attraverso processi aperti e inclusivi ha trovato negli ultimi anni terreno fertile nella nostra città. Premiando Torino si premiano le modalità d’innesto dei processi di innovazione, la capacità di produrre un humus creativo a partire da piattaforme offerte dalla Pubblica amministrazione con la collaborazione di Università, centri di ricerca, privato sociale, startup.
Oggi l’open innovation è diventato un modello per il ruolo che l’Amministrazione ha assunto in questi ultimi anni, capace di generare processi e dinamiche decisamente interessanti anche per lo sviluppo economico del territorio. È quindi importante che tutto questo lavoro sia stato riconosciuto dalla Commissione Europea, che ci annovera in tal senso tra le città europee più importanti e capaci.

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Cosa conteneva il dossier di candidatura?

Abbiamo cercato di evidenziare come Torino sia diventata una città aperta all’innovazione, e dunque terreno fertile per promuoverla e ospitarla, a partire da iniziative sia private sia pubbliche. Lo abbiamo fatto non tanto e non solo mettendo in evidenza gli asset classici della città rappresentati dal mondo accademico ed universitario e dal loro rapporto con le imprese, quanto descrivendo tutto ciò che di nuovo e innovativo si è potuto creare a partire da processi originati dalla ricerca di nuovi paradigmi di contaminazione tra creatività, saperi, nuovi modelli economici in rapporto con le sfide urbane.

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Parco Peccei Torino (fonte: Archivio Iren Autore:Michele D’ottavio)

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QUALI PROGETTI HANNO CONQUISTATO LA COMMISSIONE?

Sicuramente Torino Social Innovation, una piattaforma avviata e gestita con il supporto di oltre 40 partner privati e pubblici con lo scopo di promuovere e sostenere nuove idee imprenditoriali nell’ambito dell’Innovazione Sociale.
Ha raccolto molta attenzione anche InnovaTo, una competizione virtuosa adottata all’interno dell’organizzazione comunale che ha coinvolto i dipendenti della Città di Torino, iniziativa che ha già raccolto numerosi consensi e premi.
Open Incet si presenta come una struttura finalizzata ad animare processi di innovazione i cui destinatari sono le imprese, le iniziative imprenditoriali di innovazione sociale, le comunità dei creativi in ambito digitale e non solo, le pubbliche amministrazioni per ciò che riguarda il ridisegno di policies in ambito sociale, culturale e di welfare.
Il Public Procurement dell’Innovazione, l’uso della domanda pubblica di beni e servizi che la Città ha iniziato ad orientare verso l’acquisto di soluzioni innovative offerte dal mercato e dalle imprese negli ambiti di sua competenza.
Torino Living Lab, bando aperto alle imprese che intendono sperimentare in un contesto reale, il quartiere Campidoglio, soluzioni in ambito smart city che necessitano di aree di test prima di poter essere immesse sul mercato.
La piattaforma FIRSTLIFE è un social network, sviluppato dal Dipartimento di Informatica dell’Università di Torino, focalizzato sulla scala del quartiere, che è quella che maggiormente viene vissuta nel quotidiano, non crea comunità virtuali, bensì comunità reali a scala locale.

COME SI FA A PROMUOVERE POLITICHE DI INNOVAZIONE?

Non essendo l’innovazione un modello necessariamente lineare diventa complesso darne una definizione unica ed univoca.
Come diceva il premio nobel Albert Szent – Gyorgyi, “l’innovazione consiste nel vedere ciò che hanno visto tutti pensando ciò che non ha pensato nessuno”.
Non è tuttavia sufficiente avere la giusta intuizione, ma si deve essere pronti a tentare e fallire, riprovare e ritentare, bisogna avere passione, costanza e caparbietà per dare attuazione al proprio progetto, alle proprie idee.
E’ importante che vi sia un ambiente dove si stimola il coraggio, dove si valorizza il talento e dove si facilita lo scambio di conoscenze: dalla condivisione dei pensieri nascono le idee migliori.
Tuttavia credo che in fondo siano le persone, con le loro competenze e con la loro volontà, l’elemento essenziale per generare e realizzare le migliori politiche di innovazione.

SMART TORINO E EUROPA: QUAL È LA RELAZIONE?

La dimensione europea è riferimento pressoché indispensabile.
Iniziative come Smart Cities & Communities o come lo stesso Covenant of Mayors, senza dimenticare il programma Horizon 2020, sono solo alcuni degli stimoli promossi dalla Commissione Europea.
Ed è la stessa Unione Europea, all’interno della sua “strategia per l’Europa 2020”, a richiedere alle città, ad esempio, di essere particolarmente virtuose nell’incrementare il risparmio energetico, di ridurre le emissioni di anidride carbonica incentivando una mobilità “pulita” e comunque a basse emissioni o sviluppando sempre più tecnologie verdi, solo per citarne alcune.
E’ quindi evidente come molte delle azioni che stiamo attuando come amministrazione nascano da politiche promosse e sostenute dall’Unione Europea.
Più in generale si tratta comunque di essere aperti e pronti a confrontarsi, osservare e raccogliere il meglio da diverse esperienze, tra cui spiccano certamente città europee, ma senza dimenticare alcuni interessanti modelli e riferimenti presenti anche nel nostro paese.

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CON QUALI PROGETTI SI SENTE PIÙ IN SINTONIA?

Ce ne sono diverse, ma mi entusiasmano particolarmente le occasioni in cui l’innovazione si coniuga strettamente con la sostenibilità, l’attenzione all’ambiente, proponendo servizi e prodotti più economici, che consumano meno risorse e meno energia.

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Torino Energy Center

Per questo motivo mi piace ricordare la nomina ricevuta appena qualche settimana fa a Lima da parte dell’Unesco, in occasione del quarto Congresso Mondiale MaB (Man and Biosphere), con cui il Parco del Po e della Collina Torinese sono diventate riserva di biosfera: è il primo caso nel nostro Paese di un riconoscimento di questo tipo in un’area in prossimità di centri abitati da oltre un milione e mezzo di abitanti.
E questo è soprattutto un successo ottenuto grazie ad un percorso che ha riorientato lo sguardo verso un modello di sviluppo del territorio che mette al centro la qualità ambientale e del paesaggio, grazie al contributo e all’impegno della collettività.

QUAL È, SECONDO LEI, IL MODELLO A CUI DEVE TENDERE UNA CITTÀ?

Sviluppare politiche per migliorare la qualità della vita con un’attenzione particolare alle potenzialità offerte dalle nuove tecnologie, all’innovazione dei processi, il tutto in un’ottica di sostenibilità ambientale. Accogliere questa visione in ogni ambito amministrativo ed in ogni asse strategico è oggi, a mio avviso, il modello a cui una città deve fare riferimento se intende essere realmente virtuosa.

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TORINO LED NEL PARCO. (fonte: Archivio Iren Autore SIMONE VITTONETTO)

COS’È IL PROGETTO “SMILE”?

Il progetto SMILE (in realtà un acronimo che sta per Smart Mobility, Inclusion, Life & health, Energy) costituisce lo strumento con cui la Città di Torino ha deciso impostare, già nel 2013, il modello di città intelligente, per individuarne le traiettorie di sviluppo, gli obiettivi e le priorità, attraverso azioni strategiche e progetti chiave, oltre la logica delle sperimentazioni isolate, e promuovendo modelli e soluzioni sostenibili e replicabili.
Il risultato di tale attività è il Master Plan di Torino Smart City, che raccoglie il patrimonio di riflessioni e analisi dei diversi attori chiamati a costruire una strategia di sviluppo, sia nel breve sia nel medio-lungo termine. Il Master Plan rappresenta di per se stesso un forte elemento di valore e novità, riconosciuta e promossa anche a livello europeo, per delineare un framework all’interno del quale si possano inserire i progetti di sviluppo futuro della Città.
SMILE si è inoltre contraddistinto per essere un metodo di progettazione rapido, che si è svolto nell’arco di 5 mesi Il lavoro di produzione dei contenuti è stato organizzato in 4 tavoli verticali (Mobility, Inclusion, Life & Health, Energy) e 2 trasversali (Integration e Governance & Business Model). I tavoli sono stati composti individuando esperti provenienti dalle università, da centri di ricerca, da enti territoriali, da associazioni di categoria, cooperative, fondazioni e dalle imprese.
Alcune cifre possono dare l’idea del progetto “SMILE”.
66 Soggetti coinvolti di cui 28 aziende, 5 centri di ricerca, 23 organizzazioni/istituzioni, 10 associazioni.
Per il comune di Torino sono state coinvolte 77 persone di cui 55 direttamente sui tavoli di lavoro.
Complessivamente sono più di 350 le persone coinvolte 45 sono le idee proposte: diverse sono già state realizzate, altre sono divenute già progetti tangibili e concreti. 

COME SI IMMAGINA LA CITTÀ SMART DEL FUTURO?

La immagino creativa, ma soprattutto che sia solidale ed aperta, capace di attrarre idee e di saper far conoscere l’immenso patrimonio culturale di cui disponiamo. Ma soprattutto le città del futuro dovranno, nel rispetto dell’ambiente, essere capaci di coniugare innovazione e qualità della vita, in modo da realizzare contesti urbani che siano belli da vivere, in un’ottica di sostenibilità.

APPARECCHI DI ILLUMINAZIONE CON SORGENTE LED - NELLA FOTO GIARDINI GROSA - FOTO SIMONE VITTONETTO
APPARECCHI DI ILLUMINAZIONE CON SORGENTE LED – NELLA FOTO GIARDINI GROSA – (fonte: Archivio Iren Autore: SIMONE VITTONETTO)

QUALI IMMAGINA SARANNO I MODELLI DI SVILUPPO DELLE CITTÀ, NEL FUTURO?

La situazione economica e sociale che stiamo affrontando è caratterizzata da una crisi che non si era mai presentata in queste proporzioni e che evidentemente accresce anche la competizione tra i territori. Nonostante alcuni segnali di miglioramento negli ultimi due anni, è innegabile che i livelli di produzione e benessere pre-crisi siano ancora lontani. Ritengo che la possibilità di tornarvi attraverso una ripresa dei settori economici tradizionali appare sempre più in dubbio, ed emerge con forza la necessità di esplorare modelli di sviluppo innovativi. Dal proprio canto la pubblica amministrazione deve porsi come facilitatore di processi di trasformazione che rendano interessante e conveniente l’investimento dei privati sul proprio territorio. L’amministrazione deve anche individuare nuovi interlocutori offrendo, ad esempio, porzioni di territorio per sperimentare nuove soluzioni. L’obiettivo è di ridisegnare i rapporti con le realtà sociali, economiche e culturali, attraverso la definizione di nuove “regole d’ingaggio”.
Anche per queste ragioni abbiamo lanciato nello scorso mese di Gennaio l’iniziativa Torino Living Lab: si tratta di una call per cercare soggetti interessati a sperimentare iniziative e soluzioni tecnologiche innovative, di interesse pubblico e coerenti con le linee di azione indicate nel già citato piano strategico di Torino Smart City.
E’ l’occasione per rendere possibile l’individuazione e la realizzazione di dimostratori di soluzioni e servizi ad alta innovatività, validandole e testandole “sul campo”, grazie anche al diretto coinvolgimento dei cittadini e ad un ruolo attivo della città e delle stesse multiutility.
Il ruolo dell’innovazione è quindi fondamentale e può riguardare l’uso di nuove tecnologie ma anche di nuovi servizi e nuove forme di collaborazione tra pubblico e privato, tra il comune ed i suoi cittadini.

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Grazie a Enzo Lavolta Assessore all’Innovazione della Città di Torino e a Michele Fatibene per la collaborazione.

Segui: @TorinoSmartCity     @enzolavolta

Visita http://www.torinosmartcity.it/

 

 

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