SMART TRIESTE attraverso gli occhi di Roberto Dipiazza.

trieste, 15, novembre 2016- 14.00 CEST Smart Trieste 

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Mr Roberto Dipiazza è il Sindaco di Trieste da giugno 2016. E’ un politico e imprenditore italiano.Precedentemente  è stato consigliere regionale, sindaco di Muggia dal 1996 al 2001, e già Sindaco di Trieste dal 2001 al 2011, per due mandati consecutivi. 
 

Secondo Lei, quale potrebbe essere il Mantra di smart Trieste, in poche parole?

Il dialogo con i cittadini, l’innovazione per aumentare i servizi ed il miglioramento della vita a Trieste.

Quali sono gli asset intangibili di smart trieste?

Trieste è una città centro di culture che punta a diventare un modello per qualità della vita e supporto alla cittadinanza, instaurando con il cittadino un rapporto di partecipazione e di crescita sociale, coinvolgendolo nelle strategie di sviluppo della città.

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Qual è il più grande punto di forza di Trieste?

Sicuramente i suoi cittadini, che non vivono mai passivamente le scelte della città. Questa partecipazione serve all’Amministrazione comunale per pianificare la rotta a cui si vuol puntare in tema di smart city.

Può esistere una Smart City senza un “long term & public smart city plan”? 

Stiamo muovendoci su più fronti, costruendo un piano strategico a medio e lungo termine, con un cronoprogramma e step precisi, che coinvolgono molti dei servizi dell’amministrazione e le società di servizi del territorio, avvalendoci di finanziamenti regionali ed europei al fine di aumentare la qualità della vita e migliorando la mobilità, il risparmio energetico, l’economia della città, la costruzione di nuovi posti di lavoro ed incentivando la creazione di startup.

Come fa trieste Smart City a collegare la cultura con la tecnologia e i cittadini?

Il tipo di modello smart che vogliamo applicare a Trieste parte dal coinvolgimento della cittadinanza cercando di spiegare cosa significa realmente il termine smart city e quali benefici porta alla città e alla vita di ogni giorno.

Vogliamo adottare un modello di tipo bottom up costruendolo assieme al cittadino e non imponendolo dall’alto. Un modello che tiene sempre al centro il cittadino e i suoi bisogni.

Come è uno “smart day” (dalla mattina alla sera) a Trieste, per uno “Smart Citizen”? 

La giornata di un cittadino può essere facilitata dalla possibilità di raggiungere il proprio posto di lavoro attraverso un’ottima rete di mezzi pubblici, potendo fruire di servizi online senza doversi recare negli uffici pubblici o, nel caso sia necessario, potendo effettuare una prenotazione “intelligente” del proprio turno allo sportello. Muovendosi sul territorio potendo sfruttare una rete internet pubblica gratuita, venendo informati di quello che succede nella propria città attraverso i canal social del proprio Comune e potendo effettuare le proprie segnalazioni all’amministrazione comunale attraverso una semplice app.

Come fa smart Trieste a collegare gli “internal silos”? 

Ho voluto gestire io direttamente il tema della smart city assieme al mio staff per poter monitorare costantemente i progressi. Sono ovviamente coinvolti tutti i servizi del Comune come l’ambiente, l’urbanistica, la mobilità, l’innovazione tecnologica, ecc. ma anche le realtà pubbliche e private presenti sul territorio, a partire dalle società partecipate che forniscono servizi al cittadino, all’Università, ai centri di scienza, ecc.

Resta ovviamente al primo posto il coinvolgimento della cittadinanza.

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Quali sono I progetti più Smart di smart Trieste?

I progetti più “smart” sono due, la costruzione di una piattaforma sulla mobilità urbana che permetta sia all’amministrazione comunale di prendere decisioni in tempo reale per semplificare la mobilità cittadina, e la progettazione e realizzazione dello sviluppo di una grande area cittadina chiamata Porto Vecchio.

Secondo Lei, esistono diversi tipi di Smart City considerando le diverse ideologie politiche?

Non è possibile prendere un modello di smart city e “calarlo” sulla propria città. È necessario costruirlo, in primis, ascoltando le esigenze dei cittadini, dialogando con le realtà pubbliche e private presenti sul territorio e con le realtà del territorio. Resta comunque fondamentale il costante confronto con tutti gli attori che fanno parte del progetto smart city al fine, se necessario, di ritarare il modello.

Trieste sta crescendo e può diventare una delle città più smart d’Italia partendo già da una buona base di servizi, innovazione e progettualità.

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